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Visualizzazione dei post da settembre, 2025

IL VALORE DEL SILENZIO

Ci sono momenti nella vita in cui non hai più voglia di perdere tempo dietro rapporti sterili, che non ti portano da nessuna parte; momenti in cui ricerchi genuinità, chiarezza, stabilità, concretezza, rispetto. Perché hai capito che la superficialità non fa per te, e che solo i rapporti veri ti nutrono davvero. Così smetti di investire tutte le tue energie in relazioni che non ti appagano più, allontani tutte quelle persone che, invece di farti crescere, tendono a schiacciarti o, peggio ancora, ad affossarti. E lo fai anche se questo può significare restare solo per un certo periodo della tua vita. Perché il valore che dai a te stesso è molto più grande e importante di qualsiasi altra cosa, e quando arriva quel momento non puoi fare altro che dire: "Basta", e prenderti cura di te come meriti. Purtroppo è qualcosa che ho vissuto diverse volte nella vita, e che ciclicamente ripeto, perché — sebbene possa sembrare banale — “ripulire” il nostro campo energetico da persone e situ...

IL BATTITO DEL CAMBIAMENTO

Mahatma Gandhi diceva: "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". Con questa celebre frase cercava di dirci che, indipendentemente dalle circostanze in cui ci troviamo, se desideriamo davvero cambiare le cose e vivere in un mondo più equo e sereno, tutto deve partire da noi: da un piccolo gesto fatto col cuore, ogni giorno, affinché possa essere efficace. Naturalmente questo vale in tutti gli ambiti della vita, ma in questo caso voglio porre l’attenzione su ciò che sento più mio: l’inclusione. Ebbene sì, l’inclusione è un concetto di cui tutti parlano, ma che pochi comprendono davvero e applicano con convinzione nella vita quotidiana. Inclusione significa far sentire l’altro parte integrante di qualcosa, farlo sentire accolto, ascoltato e benvoluto. E questo, specialmente con chi è più fragile o diverso da noi, non sempre accade. Anzi, il più delle volte, proprio a causa di queste differenze, viene lasciato indietro e considerato meno di quanto valga davvero. Non sofferm...

NEL SILENZIO IL MIO CAPOLAVORO

In molti mi hanno chiesto come facessi a sorridere nonostante tutto e ad andare avanti anche quando le cose non andavano per il meglio. In realtà non saprei nemmeno come spiegarlo... ho solo continuato ad andare avanti, senza perdere mai di vista ciò che volevo raggiungere. Credo dipenda dal carattere e dalla determinazione che esso mi dona. Ho imparato presto che difficilmente ci sarà qualcuno disposto a fare le cose al posto tuo – anime così sono rare – e che, anzi, il futuro lo devi plasmare tu con le tue mani, affinché possa rispecchiare al meglio ciò che desideri davvero. Penso che la forza mi derivi principalmente dalla voglia di creare qualcosa di bello, che abbia valore, non solo per me stessa ma anche per chi mi sta vicino. In fondo, la vita è una sola... e cosa ci resta, se non farne un capolavoro?

ROTAZIONI DELL`ESSERE

Ciao a tutti, oggi mi sono svegliata con questa domanda in testa: se dovessi associare il nostro mondo interiore o il processo d`individuazione di cui parlava Carl Gustav Jung ad un oggetto quale sarebbe?  Magari la mia risposta vi sorprenderà, ma ciò che mi è venuto in mente di primo acchito è stato: il caleidoscopio. È un po’ come osservare i mille volti della nostra personalità, delle esperienze che ci hanno plasmato, delle emozioni che ci attraversano ogni giorno.  Ogni sguardo, ogni pensiero, ogni istante ci offre una prospettiva nuova, come se avessimo occhi sempre diversi con cui guardare il mondo. E tutto questo universo interiore è racchiuso in un unico involucro: il corpo umano. Come i frammenti colorati dentro un caleidoscopio, anche noi siamo fatti di pezzi di vita — sogni, ricordi, paure, gioie — che si riflettono e si ricompongono in modi sempre nuovi.  Ogni movimento della vita, ogni incontro, ogni cambiamento interiore è come una rotazione del tubo: ci mo...

NEL CAOS, LA RINAASCITA

Vi sono mai capitati quei periodi in cui succede di tutto in pochi giorni, tanto da lasciarvi frastornati? Beh, a me è capitato ultimamente. Se da una parte ho fatto pace col passato, arrivando quasi a perdonare le persone che mi hanno fatto del male, dall’altra ho dovuto dire un addio definitivo a una persona che ha fatto parte della mia vita per anni che pur non volendo, mi ha insegnato molto, ma per svariate ragioni non posso più intrattenere alcun tipo di rapporto con lei. Questo ha comportato inevitabilmente il lasciare andare anche quella parte di me che era legata a quella persona e che mi teneva “prigioniera” nella mia stessa pelle, nella mia stessa vita, impedendomi di evolvere o andare avanti, facendomi ripetere le stesse dinamiche all’infinito. Un discorso analogo l’ho dovuto affrontare nel campo delle amicizie, dove un rapporto ormai quasi inesistente, fatto solo di facciata, non aveva più senso di esistere. Così, anche se a malincuore, ho lasciato andare... Al contempo, pe...

UN TUFFO NEL PASSATO

Ciao a tutti, come state? Oggi volevo portarvi con me in un viaggio che affonda le sue radici nel passato, ovvero negli anni della mia adolescenza... Durante le scuole superiori, mi sono trovata spesso a passare interi periodi da sola. Non perché fossi asociale o schiva, tutt’altro. Benché fossi molto timida, venendo da una famiglia numerosa, sono sempre stata abituata a stare in mezzo alla gente. Ma non mi sono mai comportata come tutte le mie coetanee. Non che ci fosse nulla di male, intendiamoci — ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che crede, ci mancherebbe — ma non era proprio nella mia indole fare cose come: vestirmi in modo succinto, fare la smorfiosa, mettermi quintali di trucco o cambiare frequentemente ragazzo. E se devo dirla tutta, ad oggi non è cambiato assolutamente nulla in tal senso.   Ciò non vuol dire non prendersi cura di sé o non curarsi, tutt’altro... Vuol dire semplicemente farlo per sé stessi, e non per la voglia di piacere a tutti i costi. Ho sempre...

L`AMORE CHE NON AGGIUSTA MA ACCOGLIE

Buon pomeriggio a tutti, Oggi mi è capitato di leggere un testo di sociologia che parlava della differenza tra compassione e compatimento all’interno dei rapporti personali e interpersonali. Spesso, quando vediamo qualcuno in difficoltà, diverso da noi per carattere, modi di fare, cultura, estrazione sociale, educazione o condizione fisica, tendiamo a volerci avvicinare nel modo per noi più comodo e semplice: attraverso il compatimento. Questa reazione istintiva e del tutto umana, solitamente, non nasce dal desiderio autentico e genuino di aiutare l’altro accompagnandolo nel suo percorso di vita, bensì scaturisce dal bisogno personale di “aggiustarlo”, come se fosse qualcosa di rotto da riparare per rientrare nei canoni della società. Facciamo fatica ad accettare la sua sofferenza e le sue difficoltà, vedendole solo come ostacoli da eliminare. E avendolo provato più volte, nel corso della vita, sulla mia pelle, in quanto disabile,   credetemi: so esattamente di cosa parlo. La ...