UN TUFFO NEL PASSATO

Ciao a tutti, come state?

Oggi volevo portarvi con me in un viaggio che affonda le sue radici nel passato, ovvero negli anni della mia adolescenza...

Durante le scuole superiori, mi sono trovata spesso a passare interi periodi da sola. Non perché fossi asociale o schiva, tutt’altro. Benché fossi molto timida, venendo da una famiglia numerosa, sono sempre stata abituata a stare in mezzo alla gente. Ma non mi sono mai comportata come tutte le mie coetanee.

Non che ci fosse nulla di male, intendiamoci — ognuno deve sentirsi libero di fare ciò che crede, ci mancherebbe — ma non era proprio nella mia indole fare cose come: vestirmi in modo succinto, fare la smorfiosa, mettermi quintali di trucco o cambiare frequentemente ragazzo. E se devo dirla tutta, ad oggi non è cambiato assolutamente nulla in tal senso.  
Ciò non vuol dire non prendersi cura di sé o non curarsi, tutt’altro... Vuol dire semplicemente farlo per sé stessi, e non per la voglia di piacere a tutti i costi.

Ho sempre creduto che non adattarsi o conformarsi agli stereotipi comuni solo per essere accettati, rimanendo dunque sé stessi, fosse meglio che essere circondati da tanti volti che ti guardano senza, però, vederti davvero.

Come potrete immaginare, questo ha portato con sé sia lati positivi — come le amicizie vere e genuine che ne sono nate da allora e fanno tutt’ora parte della mia vita — sia lati più difficili, come l’emarginazione, la solitudine e l’incomprensione che ne derivavano per conseguenza.

Col tempo ho capito che, oltre ad essere persone, siamo anche specchi per chi ci sta di fronte. E chi è abituato a indossare maschere per non restare solo, può trovarsi in difficoltà davanti a chi non ne porta. L’immagine riflessa può risultare troppo intensa, troppo vera, e per questo motivo alcuni si allontanano.

Perciò, ogni volta che vi troverete a pensare di adattarvi pur di piacere — in tutti gli ambiti della vita, s’intende — sminuendo o tradendo voi stessi, chiedetevi se davvero il gioco vale la candela.  
Perché perdersi è un attimo, ma ritrovarsi è un viaggio che merita tempo, pazienza e verità.

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