OLTRE LO SGUARDO, DENTRO LA VITA

Parlando con un’amica, mi sono resa conto di quante cose vengano fraintese o date normalmente per scontate.

Per me, adattarmi alla vita quotidiana è diventato qualcosa di ordinario.

Dal semplice leggere un libro (cosa che adoro fare, per inciso), al camminare per strada sotto lo sguardo curioso della gente, all’organizzare casa, ecc., sono attività che non mi pesano affatto, ma che rappresentano una sfida costante, capace di arricchirmi e fortificarmi ogni giorno.

Per la maggior parte delle persone, invece, tutto questo non esiste nemmeno, perché viene fatto con tale naturalezza da non suscitare neppure il pensiero di come potrebbe essere se uno dei sensi fondamentali, come la vista, non ci fosse o fosse limitato.

Non fraintendermi: per me non è assolutamente un problema. Anzi, ringrazio il cielo ogni giorno per ciò che ho, perché è prezioso comunque lo si guardi. Ma mi rendo conto che, così come le altre persone non possono comprendere me fino in fondo, neppure io potrò mai fare altrettanto. E questo non per mancanza di volontà, bensì per una differenza di vissuto che non è cosa da poco.

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