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Visualizzazione dei post da ottobre, 2025

FORZA E CORAGGIO:IL MIO SI ALLA VITA!

Buongiorno amici… sono tornata! Come avete passato questo periodo senza di me? Vi sono mancata?   A me sì, moltissimo! Oggi per me inizia una nuova avventura.   Muoverò i primi passi verso la realizzazione del mio sogno, e questo mi rende estremamente felice! Sebbene l’avessi immaginata in modo totalmente diverso — ovvero partecipando di persona a questo evento — non mi abbatto.   So che è tutto solo rimandato… avrò tempo e modo per rimediare e vivere quest’esperienza come desidero. A volte le insidie della disabilità si fanno sentire, e per questo ci vuole solo un po’ più di pazienza.   Per fortuna esiste la tecnologia, che ci viene in aiuto in situazioni come queste: perciò non demordo! Le difficoltà causate dalla disabilità possono destabilizzare, e quando succede bisogna fare un respiro profondo e, con calma e pazienza, riorganizzarsi. Come dico sempre io: “Forza e coraggio!”

AMORE E PSICHE: LA LEGGENDA CHE INSRGNA A RESTARE

Oggi vi racconto attraverso l`arte, una leggenda che mi ha sempre affascinata ovvero: la leggenda di Amore e Psiche raccontata attraverso una splendida scultura di marmo di Carrara creata da Antonio Canova oggi esposta al Louvre che, semmai ne avrete l`occasione, vi consiglio di andare a vedere, perché è davvero meravigliosa. La leggenda: C’era una volta Psiche, una mortale di bellezza così luminosa da far ombra persino a Venere. Per punirla, la dea dell’amore manda suo figlio Amore (Cupido) affinché le faccia perdere la testa per un uomo orribile. Ma accade l’imprevisto: Amore la vede e se ne innamora perdutamente. La loro relazione nasce nel mistero: Amore la visita ogni notte, ma le impone di non guardarlo mai. Psiche, spinta dalla curiosità e dalle sorelle gelose, lo osserva mentre dorme. Una notte una goccia d’olio lo sveglia, e lui fugge, ferito. Da quel momento, Psiche affronta prove impossibili imposte da Venere: separare semi, raccogliere lana dorata, scendere negli Infe...

ALLA SCOPERTA DI SÉ

  Come diceva Platone: "Conoscere se stessi è l’inizio della saggezza."  Leggendo mi sono imbattuta in questa frase, e allora mi è venuto da pensare… Che siate persone con disabilità o meno, prima di tutto siete persone, e come tali dovete essere riconosciuti. Per farlo, però, occorre innanzitutto conoscere se stessi, dare valore a ciò che si è veramente, credere fermamente nelle proprie capacità, coltivare costantemente i propri sogni e realizzare le proprie aspirazioni. Insomma: avere una visione chiara e onesta di sé, mantenendo al contempo una forte autostima. Ebbene sì, parte tutto da lì. Per tutti. Per una persona con disabilità, però, a mio avviso questo è ancora più importante, perché ci aiuta a mantenere relazioni sane, stabili e durature nel tempo, senza sfociare nel bisogno (specialmente quello emotivo), siano esse personali o interpersonali. Al contempo, ci dona quella forza e lucidità necessarie per affrontare le innumerevoli sfide imposte dalla società, dal...

UN PASSO VERSO LA FELICITÀ

Sapevate che è possibile coltivare la felicità e la positività nella nostra vita, semplicemente allenando la mente? Ebbene sì! Secondo uno studio scientifico, si evince che questo processo è influenzato per il 50% dalla genetica, per il 10% da fattori esterni e per il 40% da noi stessi. Sembra incredibile, vero? Buona parte di questo processo – e della sua riuscita – dipende dunque da come ci rapportiamo al mondo che ci circonda e da piccole azioni quotidiane che rafforzano il nostro sentire interiore, donandoci gioia. Naturalmente, tutto questo è frutto di un elaborato meccanismo chimico che coinvolge neurotrasmettitori e ormoni quali: serotonina, dopamina, ossitocina ed endorfine. Essi, in breve, vengono attivati a seguito di pensieri, esperienze e comportamenti positivi che generano benessere. Quali sono, dunque, queste azioni che attivano questo processo, vi starete chiedendo... Esistono diversi tipi di approcci: alcuni più profondi, radicati e costanti nel tempo, altri più i...

NORMALITÀ: UNA QUESTIONE DI SGUARDI

Stavo pensando... cos’è la normalità secondo voi? Se la cerchiamo nel dizionario, troviamo una definizione che recita più o meno così: "Condizione ricorrente alla consuetudine ed alla generalità, intesa come 'regolarità' o 'ordine'."   In sostanza, tutte quelle azioni o abitudini adottate dalla maggioranza delle persone e ripetute nel tempo. Ed infatti, se ci pensate, sin da bambini ci viene insegnato che è la maggioranza a stabilire ciò che è bene fare o non fare, quali abitudini perseguire e ciò che è socialmente accettabile.   Questo perché è naturalmente impossibile riuscire ad accontentare tutti allo stesso modo, il che rende questo concetto assolutamente comprensibile, se non fosse per una cosa: la soggettività. Se ci pensate bene, ciò che comunemente viene definito "normale" per i disabili, ad esempio, potrebbe non avere alcun senso o comunque comportare un ostacolo. Per un ipovedente è perfettamente normale muoversi a piedi o utilizzando i me...

L`UMANA RIFLESSIONE

" Non è restare vivi, quanto restare umani che è importante" Oggi mi hanno fermata per un sondaggio di opinione in merito al crescente clima di guerra che si respira ogni giorno, purtroppo, e allora mi è venuta in mente questa celebre frase di George Orwell, la quale ci ricorda che la sopravvivenza fisica perde valore se ci facciamo portar via la nostra umanità. Nei suoi racconti distopici, Orwell descrive mondi dove il potere cerca di annientare la coscienza e la libertà individuale. Restare umani significa mantenere la capacità di pensare liberamente, amare, provare empatia e scegliere il bene, anche quando tutto sembra spingere alla resa. In situazioni di oppressione o difficoltà estreme, la vera forza è non cedere alla disumanizzazione, conservando dignità, coscienza e solidarietà. La frase ci invita, dunque, a privilegiare la qualità del nostro essere oltre la mera esistenza, sottolineando che la vera vittoria è quella dello spirito umano che resiste e si manifesta an...