L`AMORE CHE NON AGGIUSTA MA ACCOGLIE

Buon pomeriggio a tutti,

Oggi mi è capitato di leggere un testo di sociologia che parlava della differenza tra compassione e compatimento all’interno dei rapporti personali e interpersonali.

Spesso, quando vediamo qualcuno in difficoltà, diverso da noi per carattere, modi di fare, cultura, estrazione sociale, educazione o condizione fisica, tendiamo a volerci avvicinare nel modo per noi più comodo e semplice: attraverso il compatimento.

Questa reazione istintiva e del tutto umana, solitamente, non nasce dal desiderio autentico e genuino di aiutare l’altro accompagnandolo nel suo percorso di vita, bensì scaturisce dal bisogno personale di “aggiustarlo”, come se fosse qualcosa di rotto da riparare per rientrare nei canoni della società. Facciamo fatica ad accettare la sua sofferenza e le sue difficoltà, vedendole solo come ostacoli da eliminare.

E avendolo provato più volte, nel corso della vita, sulla mia pelle, in quanto disabile,  

credetemi: so esattamente di cosa parlo.

La compassione, al contrario, è quel sentimento meraviglioso che ti permette di stare vicino all’altro con empatia, restando però centrato su te stesso. 

Significa accogliere e accettare l’altro, soprattutto nella sua diversità, con tutte le sfumature che ne derivano, avendo fiducia nelle sue capacità e nel suo percorso di vita. In questo modo gli si dà la possibilità di essere se stesso e di fiorire nel tempo.

Questa è una forma di amore e di rispetto che va oltre ogni parola o gesto, perché non giudica, ma sostiene e accoglie, donando a chi la riceve una forza incredibile.

La scelta di esercitare compatimento o compassione dipende unicamente da noi e, in realtà, dice molto su chi siamo davvero, nel profondo.  

Perciò siate sempre consapevoli dei vostri sentimenti e del modo in cui vi ponete nei confronti delle persone, perché può fare un’enorme differenza tra il farle sentire parte integrante del mondo che le circonda o farle sentire emarginate e giudicate.

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