IL GIARDINNO DEL PASSATO
Noi non siamo ciò che ci è accaduto:
quelle ferite sono )radici, non catene.
Il passato ha inciso solchi, ma in quei solchi può germogliare nuova vita.
Possiamo scegliere di essere il seme che rompe la terra,
non l’ombra che resta imprigionata nel ricordo.
Per essere felici, non lasciamo che il timore del futuro ci avveleni, né che il peso del passato ci trascini indietro.
Il tempo è un fiume che scorre:
se tratteniamo l’acqua, marcisce; se la lasciamo fluire, ci purifica.
E nel fluire ritroviamo la nostra libertà.
Così, nel presente, coltiviamo il nostro giardino.
Ogni gesto è semina, ogni respiro è cura.
Non è facile: il dolore tenta di tornare, la paura cerca di anticipare.
Ma possiamo scegliere, ancora e ancora, di essere ciò che diventiamo, non ciò che abbiamo subito.
Il presente è il nostro orizzonte, la terra dove il seme incontra la luce.
E lì, tra radici e cielo, noi siamo ciò che scegliamo di diventare.
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